Ottobre 2007 - L’età anagrafica di una persona non dà una giusta indicazione: lo stereotipo che identifica il 70enne come "vecchio" è sorpassato, non ha più ragione di esistere di fronte a "splendidi settantenni" pienamente attivi. Una persona sessantacinquenne in pensione è ancora perfettamente attiva, senza problemi fisici che ne limitano in modo sostanziale l’autonomia.
È quanto emerge dall’analisi, contenuta nell’ultimo rapporto Istat, sulla popolazione italiana: si vive meglio e più a lungo, si è più sani, meno malati. Negli ultimi 15 anni, il tasso di disabilità è diminuito di circa 2 punti percentuali (dal 6 al 4%) e i 65enni di adesso hanno davanti a loro mediamente sette anni di vita in più rispetto ai loro coetanei del dopoguerra.
Potrebbe dunque essere una "seconda età adulta": un’età intermedia, non anziana, in cui si è ancora forti ed in buona salute ed in cui domina la voglia di essere ancora attivi ed impegnati in compiti e ruoli adatti, che valorizzino l’esperienza e la saggezza accumulata negli anni.
L’Istat riassume, quindi, il dibattito attuale: è necessario rendere dinamico il concetto di anzianità. L’ipotesi più diffusa è quella in base alla quale occorre basarsi su un indicatore statistico più dinamico, più versatile, che consideri non più gli anni trascorsi dalla nascita, passati, ma il numero medio di anni che restano ancora da vivere, gli anni futuri. Cioè, se la speranza di vita della popolazione italiana è 78,3 anni per gli uomini, e 84 per le donne, si entra nell’età anziana 10 anni prima, rispettivamente a 68 e 74 anni. Tra qualche anno, la speranza di vita si innalzerà ancora, così come è successo per tutto il secolo scorso, si innalzerà automaticamente anche la soglia dell’età anziana. Si stima infatti, che nel 2050 la vita si allungherà rispettivamente fino a 83,6 per gli uomini e 88,8 per le donne, come evidenziano i dati Eurostat 2004.
Questo cambio di mentalità potrebbe rappresentare un grosso vantaggio per la società: sarebbe possibile programmare gli interventi sociali, assistenziali e previdenziali, secondo le reali esigenze delle persone.
|