Alle Regioni e ai Comuni spettano alcuni compiti importanti, ma lo Stato è chiamato a fare la sua parte.
Lo Stato ha il compito di: fissare un Piano sociale nazionale che indichi i livelli uniformi e di base delle prestazioni, stabilire i requisiti che devono avere le comunità-famiglie e i servizi residenziali nonché i profili professionali nel campo sociale e infine ripartire le risorse del Fondo sociale nazionale e controllare l'andamento della riforma.
Le Regioni dovranno: programmare e coordinare gli interventi sociali, spingere verso l'integrazione degli interventi sanitari, sociali, formativi e di inserimento lavorativo, stabilire i criteri di accreditamento e vigilare sulle strutture e i servizi sia pubblici che privati, costituire un albo dei soggetti autorizzati a svolgere le funzioni indicate dalla normativa, stabilire la qualità delle prestazioni, determinare i livelli di partecipazione alla spesa da parte degli utenti, finanziare e programmare la formazione degli operatori.
Ai Comuni, oltre a quelle attuali, sono assegnate altre mansioni come quella di autorizzare e vigilare sulla qualità delle strutture e di concorrere alla programmazione regionale; sono inoltre titolari delle funzioni amministrative che riguardano gli interventi sociali a livello territoriale.
Infine Comuni, Regioni e Stato dovranno coinvolgere e responsabilizzare il settore non-profit, visto anche come volano dell'economia.
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