Gennaio 2008 – In Italia sono 2.615.000 le persone non autosufficienti secondo gli ultimi dati resi disponibili dell’Istat. Si tratta di donne e uomini che riferiscono una totale mancanza di autonomia per almeno una delle funzioni che permettono di condurre una vita quotidiana normale. Perché, se si considerano anche le persone che hanno bisogno di aiuto, anche in parte, per svolgere attività essenziali come alzarsi da un letto o da una sedia, lavarsi o vestirsi il numero sale di molto fino a quasi sette milioni, circa il 13% dell’intera popolazione.
Osservando il campione in dettaglio si scopre che gli anziani disabili di età superiore ai 65 anni rappresentano il 19,3%, mentre sale il numero degli over 80: 47,7% suddiviso tra il 38,7% di uomini e 52% di donne.
A fronte di questa situazione appare urgente, dunque, che le Istituzioni stabiliscano quali siano i Livelli Essenziali di Assistenza Sociale, i LIVEAS, già previsti nel 2000 con la legge quadro di riforma dell’assistenza sociale (legge 328/2000) ma ancora da definire. Attraverso i LIVEAS le Istituzioni devono decidere quali siano i sostegni economici e gli aiuti sociali e assistenziali che devono essere assicurati a tutti i cittadini italiani che ne hanno la necessità. In questo modo, analogamente ai Livelli Essenziali di Assistenza sanitari che fissano le prestazioni sanitarie che devono essere incluse nel servizio sanitario nazionale, la qualità e la quantità dei servizi sociali non dipenderà più dalla maggiore o minore efficienza e ricchezza dell’Ente locale: Regione, Comune, Asl.
Perché questo sia possibile, però, deve essere istituita una forma di finanziamento autonoma: il Fondo per la non autosufficienza, a carattere nazionale, che permetta di "ripartire annualmente alle Regioni, sulla base dei dati relativi alla popolazione non autosufficiente ivi residente, nonché altri di indicatori demografici e socio economici, le risorse". Tale Fondo "garantirebbe, per le persone non autosufficienti, i livelli essenziali, e non avrebbe una funzione sostitutiva delle prestazioni sanitarie.
Del fondo per la non autosufficienza si torna a parlare nel Governo. Il Ministro delle Politiche per la Famiglia Rosi Bindi ha affermato di volerlo istituire al più presto. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà sociale, ha proposto un'osservatorio per la disabilità e l'inserimento del Fondo per la non autosufficienza come allegato alla legge finanziaria. Nel 2007 infatti, le Regioni, in linea con il Piano sociale e sanitario 2007-2009, stanno stabilendo i fondi da destinare ai non autosufficienti sui territori di competenza.
Al tempo stesso anche la Federazione nazionale dei pensionati Cisl riporta in evidenza la proposta fatta a ottobre 2005 sul tema che prevede: un Piano nazionale che realizzi un sistema integrato di interventi e di servizi sottoposti a verifica periodica, con progetti individualizzati e studiati per favorire la permanenza delle persone al domicilio; il sostegno anche economico alle famiglie per cura e assistenza; la prevenzione, il contrasto e la riabilitazione degli stati di non autosufficienza; i livelli essenziali delle prestazioni socio-assistenziali, perché l’assistenza prestata sia uniforme in tutta Italia; un Fondo nazionale alimentato dalla fiscalità generale.
La Finanziaria 2008, la manovra economica approvata in via definitiva il 21 dicembre 2007, prevede lo stanziamento di 200 milioni di euro a favore del Fondo per la non autosufficienza con l'obiettivo di migliorare l'assistenza ai malati non autosufficienti, per i quali è necessaria un'assistenza continuativa. Questa cifra si va ad aggiungere ai 200 milioni già stanziati in precedenza.
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Istat – le cifre della disabilità in Italia
Federazione nazionale pensionati Cisl |