A fronte dei numerosi aumenti registrati per le operazioni di gestione del conto corrente, in questa sezione proviamo a riassumere alcuni suggerimenti utili per contenere le spese.
Prima di aprire il conto. Nella scelta della Banca e del tipo di conto valutate innanzitutto i costi di gestione, non lasciandovi abbagliare da tassi d’interesse vantaggiosi. Controllate a quanto ammontano le spese di tenuta conto e di chiusura annuale, i costi del Bancomat, della Carta di Credito e degli assegni, i costi per i prelievi e per i versamenti e quelli di chiusura conto. Tenere presente che è possibile contrattare le condizioni applicate dalla banca. Se si fa parte di una categoria come pensionati, commercianti, architetti, ingegneri, giornalisti, esistono delle convenzioni che in genere garantiscono 40-50 operazioni in franchigia e alcune agevolazioni sul conto corrente. In oltre molte aziende, sia pubbliche che private, offrono ai propri impiegati convenzioni interessanti con alcune banche. Valutare anche l’ipotesi dei conti on-line, che offrono spese ridotte e tassi allettanti. Attenzione però, bisogna considerare che tutte le operazioni sono fatte via internet e presentano alcune difficoltà nel caso ci sia un problema e si debba comunicare con la banca.
Per quanto riguarda la gestione e la chiusura del conto corrente la legge 248 del 4 agosto 2006, che ufficializza e completa il decreto Bersani sulla concorrenza e i diritti dei consumatori, introduce importanti novità.
Gestione. Per legge gli estratti conto e i dossier titoli vanno inviati almeno ogni sei mesi. Per contenere le spese si può richiedere di ridurre la frequenza d’invio se si ritiene necessario. Inoltre può essere conveniente ridurre le operazioni di prelievo e gestione del conto tramite Bancomat. Anche la rateizzazione dell’addebito delle spese effettuate con carta di credito può avere dei costi molto elevati. Cercare di evitare di "andare in rosso", ossia spendere più della somma che risulta sul conto corrente: in questo caso la banca applica un tasso d’interesse debitore, il cui ammontare è di norma assai più elevato del tasso d’interesse creditore offerto sui depositi dei correntisti. Qualunque modifica delle condizioni contrattuali da parte delle banche deve essere comunicata espressamente al cliente in forma scritta, con un preavviso minimo di trenta giorni. Inoltre le variazioni dei tassi di interesse, dovute alla politica monetaria, devono essere comunicate in contemporanea con le decisioni della Banca Europea, e riguardano sia i tassi debitori che quelli creditori.
Chiusura. Le banche devono garantire la trasparenza e la libertà per il correntista, che ha sempre la possibilità di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura.
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