Non si può fumare in uffici pubblici, ospedali e locali pubblici e privati aperti al pubblico, compresi bar e ristoranti.
È quanto afferma la legge numero 3 del 16 gennaio 2003 che tutela la salute dei non fumatori e prevede, tra l’altro, multe salate per i trasgressori. L’importo della sanzione cresce se si fuma in presenza di donne in gravidanza o di bambini fino a dodici anni.
Sono anche previste sanzioni anche per chi deve far rispettare il divieto e non compie il proprio lavoro; anche in questo caso gli importi si raddoppiano se sono presenti donne incinte o bambini. Sono chiamati a vigilare i titolari degli esercizi pubblici e il datore di lavoro. Quest’ultimo può delegare a terzi tale compito, in questo caso i nomi delle persone preposte vanno segnalate sull’apposito cartello di divieto di fumo.
Tutti i locali pubblici che hanno un’area riservata ai fumatori, chiaramente segnalata, devono avere adeguati impianti di ventilazione e di ricambio d’aria. La legge stabilisce che i ristoratori devono adibire ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva dell’esercizio, mentre non sono obbligati a destinare spazi attrezzati ai fumatori.
Le violazioni devono essere riportate su un verbale da consegnare alla Polizia locale, che contenga il nominativo del trasgressore e la violazione.
L’Art. 51 della legge 3/2003 "Tutela della salute dei non fumatori" chiarisce la disciplina del divieto di fumo. Leggi
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