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9 Gennaio 2009 - S. Alessia
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Victor Hugo: I miserabili

Pubblicato nel 1862, dopo diciassette anni di rielaborazioni, I Miserabili, il romanzo più famoso di Victor Hugo, racconta le vicende di Jean Valejan, un popolano reso "miserabile" dalla società che non riesce a soddisfare i suoi bisogni primari. Jean, per aver rubato del pane, finisce in prigione dove resterà per quasi venti anni a causa dei ripetuti tentativi di evasione. E’ un personaggio rappresentativo di tutta la categoria dei diseredati; non è un eroe ma un vinto, eternamente condannato ad essere escluso dal consorzio civile che vede in lui solo l’ergastolano indegno di essere riammesso a farne parte.

 

L’originalità di quest’opera è l’essere un’opera corale, che non racconta solo la storia del suo protagonista, ma di tutti i miserabili, che nel nuovo significato del termine, coniato proprio da Hugo, indica tutti gli esseri degni di compassione. Non a caso il vero protagonista del romanzo è il popolo, in grado di apprezzarlo appieno già dalla sua prima uscita, a dispetto delle critiche della maggior parte dei contemporanei dell’autore i quali interpretarono il messaggio come una pericolosa esortazione a rovesciare l’ordine sociale. 

 

L’esperienza di vita di Jean, che si svolge sullo sfondo storico degli avvenimenti francesi da Waterloo all’insurrezione del 1832, denuncia l’inefficienza del sistema penale francese che non lascia la speranza di poter reinserire nella società chi ha commesso azioni illegali. In realtà la spiccata sensibilità dell’autore per i problemi sociali legati ai deboli, ai diseredati, ai figli illegittimi, alla miseria della vita, fa sì che questo romanzo sia dedicato a tutti i popoli e porti con sé un messaggio immortale.

 

Victor-Marie Hugo nasce a Bresancon il 26 febbraio 1802, terzogenito di  Joseph-Léopold Sigisbert Hugo, capitano dell’esercito di Bonaparte, e di Sophie Trébuchet. L’infanzia e la prima giovinezza sono caratterizzate da molti spostamenti in Corsica, in Italia, a Parigi e in Spagna. Nel 1814 in seguito all’abdicazione di Napoleone il padre viene degradato e i genitori si separano. Dopo la sconfitta di Waterloo, nel 1815, comincia a scrivere i suoi primi versi che danno il via ad un’intensa produzione e partecipazione alla vita letteraria. Nel 1822 sposa Adéle Foucher da cui ha tre figli di cui il primogenito muore ancora in fasce, ma il suo matrimonio entra in crisi nel 1831. Dal 1845 prende attivamente parte alla vita politica francese, tanto che nel 1852 è espulso dalla Francia. In tutti questi anni tra alterne vicende, prende corpo la stesura dei I Miserabili, che viene pubblicato nel 1862. Muore il 15 maggio 1885 a seguito di una congestione polmonare.

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