|
Il reportage del viaggio di Giorgio Manganelli in Islanda, è il racconto di un sogno che accompagna l’autore sin dagli anni dei viaggi a Roma, a bordo del filobus 62 da via Nomentana a piazza San Silvestro.
Tra le pagina emerge la segreta essenza dell’isola che si fa agli occhi dell’autore significativamente un pianeta dove il mondo fisico ha caratteri preumani, folli e spaventosi dove regna, forse di più ma diversamente da altri luoghi, la solitudine. Nel paesaggio, pieno di simboli del grande nord vive l’ultima tribù europea in una terra non toccata dalla volgarità.
L’autore, morto a Roma nel 1990, scrittore saggista e traduttore stimato da Italo Calvino, nelle sue numerose opere narrative, o di divagazione, rimane fedele a un’immagine "manieristica" della letteratura come costruzione artificiosa di un mondo sub o sur-reale, dove si colgono i risvolti più angoscianti e paradossali della realtà. Tra i suoi romanzi più celebri: "Hilarotragoedia" (1964), "Agli dei ulteriori" (1972), "Pinocchio: un libro parallelo" (1977), "Centuria" (1979), "Amore" (1981), "Discorso dell'ombra e dello stemma" (1982) e "Dall'inferno" (1985).
Piccola biblioteca Adelphi pp.270, prezzo,15 euro
|