Febbraio 2006 - Belle, giovani e comprimarie. Questo l’identikit delle donne della televisione italiana, secondo una indagine realizzata dal Censis. Analizzando i contenuti di 578 programmi televisivi d’informazione, approfondimento, cultura, intrattenimento sulle 7 emittenti nazionali (Rai, Mediaset, La7), emerge che le donne, nella fascia preserale, ricoprono soprattutto ruoli di attrici (56,3%), cantanti (25%) e modelle (20%). L’immagine più comune sembra essere dunque quella di "Donna di spettacolo", una immagine all’apparenza positiva, da protagonista, ma che in realtà si ritrova stretta in uno spazio gestito da una figura maschile "ordinante".
In televisione, l’universo femminile appare distorto rispetto alla realtà: le donne anziane sono invisibili (4,8%), le donne disabili non compaiono mai e lo status socioeconomico percepibile è medioalto, solo nel 9,6% dei casi è basso. La donna poi risulta polarizzata tra il mondo dello spettacolo e quello della violenza della cronaca nera. I temi a cui la donna viene più spesso associata sono quelli dello spettacolo e della moda (31,5%), della violenza fisica (14,2%) e della giustizia (12,4%); quasi mai invece alla politica (4,8%), alla realizzazione professionale (2%) e all’impegno nel mondo della cultura (6,6%).
Nei programmi di approfondimento, il timone della conduzione è in mano agli uomini (63%), quando le donne intervengono in qualità di "esperte" lo fanno sopratutto su argomenti come l’astrologia (20,7%), la natura (13,8%), l’artigianato (13,8%) e la letteratura (10,3%). Il genere che meglio descrive l’evoluzione della condizione delle donna? Le fiction, dove le donne compaiono come dirigenti di distretti di polizia, medici e avvocati in carriera.