Il Natale è famiglia. La tavola imbandita, la casa vestita a festa, gli odori, le canzoncine tipiche e l’immancabile teatrino della sera della vigilia, la riunione dei soliti noti: i parenti.
C’è la mamma acrobata, la padrona di casa, impegnata in pericolose evoluzioni tra fornelli e pentole per sfornare i piatti della tradizione, quelli che non devono mai mancare, secondo le ricette tramandate di generazione in generazione. Un rito che inizia giorni e giorni prima, con l’attenta e scientifica pianificazione della spesa. Per lei, la sera della vigilia può trasformarsi nel momento più stressante dell’anno.
L’occupazione principale del papà è quella di controllare l’operato della moglie e dispensare i suoi preziosi consigli culinari: "Il capitone? Mia mamma lo faceva così…". E poi chiacchiera ad alta voce con i convitati, scherza, fa battute: è lui il mattatore della serata... o almeno ci prova. Instancabile nel suo show. Nessuna pausa. Eppure per venti giorni, nelle vesti di abile architetto, ha progettato e realizzato un vero e proprio capolavoro di ingegneria edile, il presepe: la sua creatura, che tutti, ma proprio tutti, devono ammirare.
Chi poi nella schiera dei parenti non annovera la zia petulante? Quella che ogni anno regala ai suoi dolci nipotini lo stesso, tanto "agognato", regalo: l’utilissimo pigiama, sempre della misura sbagliata. I nostri cassetti ne sono ormai pieni zeppi. La zia vuole giocare a tombola tutta la serata. Zitella, frustrata, deve sfogarsi: e parla, parla, parla fino a sfinire i poveri presenti, già messi a dura prova dal faraonico cenone della vigilia.
Spesso ci sono i nonni, i custodi della tradizione. Avete mai notato? La sera della vigilia sono dappertutto: nel corridoio, sulla soglia della cucina, nel salone. Mine vaganti che devono attentamente monitorare e commentare, con magri risultati, l'andamento della festa. E' la loro serata, quella in cui vedono finalmente riunita tutta la famiglia, l’occasione giusta per raccontare le loro storie, un mix di vecchie leggende e luoghi comuni riproposti puntualmente per la "felicità" dei parenti.
E veniamo dunque alla nuove generazioni: i nipoti. Per loro la tradizione è un pesante fardello, l'apertura dei regali il vero obiettivo. Gli adolescenti fremono: aspettano l’ora x per uscire con gli amici, mai prima di aver assolto al consueto rito dello scambio dei doni. E, infine, ci sono i grandi protagonisti del Natale, i bambini. C'è mister perfettino, il cuginetto col cravattino, vestito di tutto punto: lui deve essere il migliore, è sua la poesia più commovente recitata a tavola, è suo il regalo più bello. Vero orgoglio di mamma e papà. E poi ci sono gli altri che corrono, giocano, si arrampicano sull'albero... Ma quando scocca la mezzanotte, la luce che brilla nei loro occhi è uno spettacolo indimenticabile: dopo una lunga attesa e l’accurata stesura della letterina, per loro è arrivato Babbo Natale.
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