Da New York a Los Angeles, passando per i ghiacci dell’Alaska e il deserto dell’Arizona, gli Stati Uniti ricordano la nascita di Santa Claus, ma lo fanno in modi assai diversi, per la varietà di nazionalità contenute in questo immenso paese.
Non manca mai il tacchino, però, con contorno di verdure e per dessert il famoso pudding con salsa al brandy. Nella Grande Mela si innalza il maestoso albero di Natale a ridosso della pista di pattinaggio di fronte al Rockfeller Center. New Orleans accende i falò lungo le rive del Mississipi.
A Washington il momento culminante è l’accensione delle luci dell’albero di Natale da parte del Presidente. Scendiamo a Sud per scoprire che la settimana di Natale in Messico viene festeggiata con la "posadas", a ricordo del pellegrinaggio di Giuseppe e Maria in cerca di un posto dove far nascere il Bambino. Alla fine della processione vengono organizzati grandi pranzi durante i quali vengono rotte le pentolacce, fatte di cartapesta e contenenti frutta, canditi e dolci.
Spostiamoci dall’altra parte dell’emisfero e arriviamo in Australia, il Natale più caldo che c’è: non è raro che il 25 dicembre gli australiani festeggino ad una temperatura di 30 gradi con tanto di pranzo sulla spiaggia. In tavola anche qui non manca mai il tacchino e il maiale. La tradizione, risalente ai tempi della "corsa all’oro", vuole che si nasconda un chicco d’oro all’interno del pudding, chi lo trova nella propria porzione avrà fortuna. Le alte temperature permettono agli abitanti di Melbourne, la capitale, di ritrovarsi tutti in strada per creare la cosiddetta Carols of Candlelight: migliaia di persone sfilano con candele in mano intonando le canzoni di Natale.
Rimanendo nell’emisfero australe, le Filippine sono l’unica nazione asiatica dove il cristianesimo è scelto dalla popolazione. Le celebrazioni cominciano nove giorni prima di Natale con una messa conosciuta con il nome di Misa de Gallo, dove si legge dalla Bibbia, la storia prima della nascita di Cristo. Durante le messe sono rappresentate alcune scene della Natività, che terminano con una stella che viene lasciata scivolare dall’alto della chiesa fino a sistemarsi nel presepe.
Diamo un occhiata ora a come l’Europa celebra il Natale. Una tradizione che accomuna la Repubblica Ceca e la Polonia consiste nel tagliare un ramo da un albero di ciliegio e disporlo in un vaso a casa per lasciarlo fiorire: se i boccioli fioriscono in tempo per Natale, l’anno a venire porterà fortuna e l’inverno sarà breve. La speranza di una primavera anticipata mantiene alti gli spiriti durante il freddo e buio inverno. In Polonia, poi, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.
Introdotto in Svezia dalla Germania, l’albero di Natale fa parte della tradizione svedese dal 1700. Durante la cena, a base di piatti tradizionali, come la gelatina di piedi di porco, il porridge e il cosiddetto lutfisk a base di baccalà, tutti gli invitati sono soliti gettare piccoli pezzetti di pane nero in una zuppiera disposta al centro della tavola: simbolicamente si richiama a un dono per coloro che vivono in povertà. Dopo la cena si aprono i regali portati da uno gnomo che vive nei boschi. Nel paese scandinavo il Natale termina il 13 gennaio, data in cui Canute, re del Paese, circa 1.000 anni fa, decretò che le festività dovessero durare 20 giorni.
In Francia, nella notte di Natale, Gesù Bambino passa nelle case a distribuire i regali che riporrà nelle scarpe dei più piccoli che le avranno disposte per l'occasione, con tanta cura e trepidazione. Inoltre, durante la sua visita il Bambino, appenderà dolci e frutta all'albero di Natale. Un dolce natalizio molto diffuso nelle famiglie francesi è una torta che nella forma richiama al ceppo che, soprattutto un tempo ma ancora adesso nelle campagne, viene acceso per riscaldare Gesù Bambino.
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