Febbraio 2006 - Nel primo anno di matrimonio gli italiani hanno 1 rapporto sessuale ogni 2 giorni. Poi la media scende progressivamente: accade così che nelle coppie sposate dai 2 ai 20 anni i rapporti diventano 1-2 alla settimana, per passare ad una media di 1 rapporto alla settimana quando la coppia supera la soglia dei 20 anni di vita coniugale.
Eppure, dati alla mano, l’Italia registra un aumento del numero di rapporti sessuali: in pratica gli abitanti del Bel Paese lo fanno una volta ogni 3,2 giorni. I conti, si direbbe, non tornano, tranne che non si prenda in considerazione una ulteriore variabile: il tradimento. Ecco dunque svelato l’arcano: in Italia si fa più sesso, nonostante le coppie sposate dichiarino una progressiva disaffezione verso questa pratica, perché il sesso, appunto, si fa fuori dal matrimonio. Stressati dal lavoro, dai figli e dalla famiglia, gli italiani – inguaribili passionali – trovano rifugio nel tradimento. Insomma, quello che non si trova nella coppia – sia essa formata da marito e moglie, compagno e compagna, fidanzato e fidanzata – lo si cerca e lo si trova nell’amore extra – coppia.
Chi tradisce In uno studio Pfizer – la casa farmaceutica produttrice della pillola blu - il tradimento del coniuge è stato ammesso dal 18,5% degli intervistati e, con riferimento al sesso, dal 25% degli uomini e dal 12,3% delle donne.
Ma chi è che tradisce di più il partner? Gli uomini più delle donne, gli anziani più degli adulti e dei giovani, i laureati più dei titolari di scolarità più bassa, le persone sposate da 6 a 10 anni o con oltre venti anni di matrimonio, i non credenti, i residenti nel Nord-Ovest e nel Centro e quelli nelle città con oltre 250 mila abitanti, dove la percentuale si attesta intorno al 28%.
Perché un altro o un'altra? Il motivo fondamentale alla base del tradimento è l’innamoramento per un’altra persona (29,3%), seguito dal desiderio di evasione dalla routine (22,6%), dalla voglia di trasgressione (19%), dallo scarso affetto dimostrato dal partner (15,3%) e dall'insoddisfazione generale per la propria situazione di vita (12,8%).
La scappatella dell’uomo ha dinamiche diverse rispetto a quella che vede come protagonista la donna. In primo luogo cambia l’età in cui si tradisce: l’uomo, infatti, lo fa prima dei 40 anni mentre il gentil sesso aspetta che il lavoro e la famiglia le diano un po’ di fiato.
Diversi sono anche i motivi per cui si tradisce: gli uomini utilizzano il tradimento come arma per combattere la routine (27,2% di contro a 13,3% per le donne), per fare un salto nella trasgressione (23,6% per i maschi, 10,1% per le femmine) oppure in risposta all'insoddisfazione sessuale ricorrendo a partner più giovani, più disponibili e /o più attraenti (123,76% maschi, 95,4% femmine); le donne diventano infedeli soprattutto perché si innamorano di un'altra persona (39,6% contro il 18%), perché si sentono poco amate dal partner (22,2% contro l’11,8%) e, da ultimo, in risposta al tradimento del partner stesso (17,7% contro il 2,9%).
Quando il tradimento non basta Coppie sempre più aperte, quelle italiane, ma tendenzialmente anche più trasgressive. Tra i comportamenti trasgressivi a "farla da padrone" sono i rapporti con più partner contemporaneamente (ha ammesso di averne avuti il 2,8% degli intervistati Pfizer). Altri comportamenti "trasgressivi" quali l'amore di gruppo (1,7%), lo scambio dei partner (1,4%) e i rapporti sadomasochistici (0,8%) riguardano esigue minoranze sia tra gli uomini che tra le donne.
Il primato della relazione Quel che resta del sesso all’interno della coppia è sempre meno legato all’attrazione fisica e sempre più spesso è un "affare di cuore". Nel rapporto di coppia, infatti, la sessualità rappresenta uno strumento per l'espressione dei propri sentimenti. Insomma, il coito interessa sempre meno: quel che conta davvero è il rapporto sessuale d’amore nel quale è centrale l’aspetto relazionale. |