Novembre 2006 - Il 20 novembre è la Giornata internazionale dei Diritti dei bambini, che celebra il XVII anniversario della Convenzione Internazionale sui diritti dell'Infanzia, il più organico quadro di riferimento per tutte le iniziative a difesa dei diritti dei bambini, approvato nel 1989 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e riconosciuto in 190 paesi nel mondo.
Nello stesso giorno si celebra la Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. In questa occasione l'UNICEF il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (sezione Italia), principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell'infanzia e dell'adolescenza ha lanciato la campagna "Uniti per i bambini, uniti contro l'Aids", incentrata sui diritti dei "bambini invisibili" ai quali l'Aids nega i più elementari diritti, dalla vita alla salute, dalla famiglia alla scuola.
Quando il virus fece la sua comparsa, poco più di due decenni fa, si pensava che i giovani fossero relativamente al sicuro dalla malattia. A causa della trasmissione del virus da madre a figlio, invece, i tassi di mortalità infantile sono cresciuti in modo impressionante. L' Aids è una malattia dal volto sempre più giovane.
Ecco i dati forniti dall'Unicef:
- dal 2002, almeno metà dei 5 milioni di nuovi casi di infezione che si verificano ogni anno nel mondo riguardano persone con età inferiore a 25 anni.;
- una persona sieropositiva su tre ha meno di 25 anni;
- ogni minuto, un bambino muore per cause collegate all'HIV/AIDS;
- ogni giorno, 6.000 ragazzi tra i 15 e 17 anni contraggono il virus;
- nel mondo sono 15 milioni i bambini resi orfani di uno o entrambi i genitori per colpa dell'Aids.
Il paese più colpito dal virus continua ad essere l'Africa: nel continente nero l'Aids è la prima causa di morte. In Africa vivono tre quarti dei sieropositivi e dei malati di Aids e il 90% degli orfani per Aids di tutto il pianeta.
Il problema è che ancora oggi è l'Aids è una malattia spietata, per la quale non esiste un vaccino o una cura in grado di debellare il virus dall'organismo malato, ma può essere combattuta con le terapie che ne bloccano il decorso e soprattutto con la prevenzione. Mentre l'Occidente ha imparato col tempo a proteggersi efficacemente dal virus, il resto del mondo, non avendo i mezzi per imitarne il successo, vede l'epidemia espandersi di anno in anno.
Quali sono allora gli scenari futuri e le possibili soluzioni?
La tendenza al peggioramento può ancora essere vinta, con un impegno deciso e concertato da parte della comunità internazionale. Mentre prosegue la difficile ricerca di un vaccino, si possono salvare milioni di vite con la prevenzione della trasmissione madre-figlio del virus, estendendo l'accesso ai farmaci e ai test per l'HIV, potenziando i servizi sanitari di base e diffondendo messaggi di prevenzione fra i giovani. Al tempo stesso, si possono alleviare ingiuste sofferenze garantendo assistenza ai bambini rimasti orfani, combattendo la discriminazione nei confronti delle persone malate e sostenendo economicamente le comunità più duramente colpite.
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