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a cura di Intrage
Gli anziani, meno vecchi di quel che si crede

Settembre 2008 - In Italia la popolazione matura, che ha superato i 60 anni non vuole sentirsi chiamare "anziano", perché rifugge dallo stereotipo che si nasconde dietro questa parola. Un vocabolo che, nella lingua italiana, non ha nessuna eccezione negativa, dal momento che proviene dal latino antiànu(m), derivazione di ante, che significa "prima", riferendosi semplicemente all'essere "nato prima".

 

Un nutrito gruppo di overAnta, che si diverte, è altruista ed è ancora attivo nell’ambiente lavorativo. Le ultime rilevazioni Istat attestano che in Italia un residente su 5 ha superato i 65 anni, mentre gli over80 rappresentano il 5% della popolazione. Nel 2051 poi, gli over65 diventeranno il 33%, cioè un anziano ogni tre residenti. I "grandi vecchi", cioè gli individui di 85 anni e oltre, passeranno invece da 1,3 milioni nel 2007 a 4,8 milioni nel 2051, con una percentuale che aumenta dal 2,3% al 7,8%.  

 

Nell'immaginario collettivo diventare anziano significa, il più delle volte, andare incontro a una fase della vita connotata da eventi negativi. In realtà negli ultimi anni è cresciuta la percentuale di overAnta che continua a lavorare, senza rassegnarsi alla vita tranquilla che il pensionamento offre. Dal 1997 ad oggi per esempio, il tasso di occupazione della popolazione tra i 55 e i 64 anni è aumentato del 6,4%, arrivando al 33,8 per cento. E soprattutto, questa fetta della popolazione, non rinuncia alla sua dose di formazione, quasi a dire che davvero non è mai troppo tardi. Il 28,1% delle persone tra 60 e 64 anni e il 17,1% degli over 65 hanno partecipato ad attività formative: corsi per finalità personali (il 36,4% degli over 65), sportivi e di danza (19%), seminari (17%), corsi per la crescita professionale (9,8%), lezioni private (9,7%), corsi svolti in ambito lavorativo (5,6%) e corsi di formazione a distanza (5,2%).

 

Al di là dell’ambito professionale, gli anziani dimostrano di essere frizzanti anche nel volontariato e nel tempo libero. Nel 2007 per esempio, il 19,9% degli over60 ha versato denaro a favore di associazioni di volontariato, l’11,5% ha partecipato a riunioni di circoli culturali e il 10,5% ha svolto attività gratuite per contribuire ad aiutare le fasce più deboli della popolazione. Tra i passatempi che fanno gola ai capelli grigi poi, c’è sicuramente lo sport, che coinvolge il 39,8% degli over60. Ciclismo e jogging le discipline preferite, anche se nella classifica delle attività più praticate, restano gli sport invernali, lo sci alpino e il nuoto in particolare. Tra gli altri svaghi emerge la passione per il grande schermo, seguita dalle visite organizzate o individuali a mostre e musei (25,6%), dalle visite a siti archeologici e monumenti (21,9%), dal teatro (18,4%). Senza contare quanti ancora si dimenano tra discoteche e balere.

 

Il sesso si conferma un piacere da vivere in ogni età della vita. E’ quanto emerge da una ricerca svedese, pubblicata sulla rivista inglese British Medical Journal. Nell’arco di trent’anni, dal 1971 al 2001, l’attività sessuale degli over70 è aumentata: dal 52% al 68% per i maschi sposati e dal 38% al 56% per le donne sposate, ma l’aumento ha interessato anche gli ultrasettantenni single. Gli anziani dunque fanno più sesso e stanno sempre meglio. L’Istat ci ricorda infatti che l’Italia è tra i primi paesi in Europa, dove gli overAnta vivono più al lungo, in buona salute senza subire la riduzione o la perdita delle proprie capacità funzionali. Si tratta della cosiddetta speranza di vita libera di disabilità.

  

Un altro aspetto molto importante della vita degli anziani è la realtà famigliare. In questi anni gli overAnta si sono riscoperti nonni a 360 gradi. Non più baby sitter improvvisati, ma veri e propri testimoni di un’epoca, depositari di una tradizione da lasciare in eredità alle nuove generazioni. Sono entrati a pieno titolo nella rete di aiuti locali a sostegno delle famiglie. Con il tempo inoltre, hanno imparato l’arte del buon vicinato. Un’indagine condotta nel comune di Firenze ha dimostrato che i nonni tra i 65 e i 74 anni e tra i 75 e gli 85 anni vorrebbero trascorrere più tempo con i vicini, li considerano anche amici e vi si affidano in caso di problemi domestici.

 

Da tutto ciò emerge l'importanza, per tutti gli anziani, e per chi lo sta per diventare, di vivere con maggior serenità la propria età, consapevoli delle tante possibilità ancora offerte dalla vita, e di promuovere nelle generazioni più giovani un nuovo concetto di anzianità, caratterizzato da maggior rispetto e positività.

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