Si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. Qualunque sia il motivo, numerose coppie in Italia preferiscono questa forma di vita in comune al matrimonio. Si tratta di un fenomeno nuovo per l'Italia, mentre in altri Paesi, soprattutto quelli scandinavi, è una realtà ormai consolidata.
Al momento in Italia la convivenza non è disciplinata da specifiche norme. In attesa che questo vuoto venga colmato, tanti sono i diritti negati ai conviventi. Pur essendo un rapporto dal quale non derivano diritti e doveri a livello giuridico, la convivenza può però incidere sulla regolamentazione economica tra due coniugi separati o divorziati: chi convive con una persona e percepisce un assegno di mantenimento può perdere questo diritto se la persona con cui convive provvede al suo mantenimento.
Al fine di tutelare le unione naturali, in alcuni Comuni d'Italia è stato istituito il registro delle unioni civili. Per ora i Comuni che si sono fatti portatori di questa piccola "proposta di libertà" non sono molti. Tra gli altri ricordiamo: Empoli, il primo in assoluto nel 1993, Tarquinia, Milano, Pisa, Voghera. |