L'apertura della successione avviene a seguito della morte e nell'ultimo domicilio del defunto, ossia nel luogo dove ultimamente aveva la sede principale dei suoi affari ed interessi. Questo riferimento serve per stabilire quale sia il giudice territorialmente competente a decidere degli eventuali procedimenti successori o delle cause ereditarie.
Successivamente all'apertura della successione, si ha la delazione o vocazione ereditaria: essa consiste nell'offerta dell'eredità a persone che, se vogliono, possono accettarla. Il destinatario di tale offerta è detto "chiamato all'eredità".
Il codice prevede due forme di delazione: - per testamento quando il defunto ha disposto dei suoi beni tramite testamento (successione testamentaria) - per legge quando invece il defunto non ha lasciato disposizioni testamentarie (successione legittima).
L'accettazione trasforma il chiamato all'eredità in erede vero e proprio. Il chiamato all'eredità può anche rinunciare all'eredità: in questo caso non perde definitivamente il diritto all'eredità perchè può revocare la propria rinuncia fino a quando l'eredità non sia stata accettata dagli ulteriori chiamati. Se il chiamato all'eredità teme che questa sia passiva, ossia con molti debiti, può accettare con "beneficio di inventario". In tal caso il patrimonio del de cuis non si confonde con quello personale dell'erede, che quindi risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dei beni ricevuti. In alcuni casi, ad esempio quando il chiamato è minore, interdetto o inabilitato, l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario è obbligatoria per legge.
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