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Novembre 2005 - Ormai siamo entrati nel nuovo millennio, ma per le donne italiane c'è ancora molta strada da fare, a cominciare dal loro, sempre difficile, inserimento nel mercato del lavoro. Un mercato sempre piu' segmentato e dispersivo e dove e' sempre piu' problematico trovare una collocazione. Il tasso di occupazione italiano e' di gran lunga inferiore alla media europea, e questo per due motivi di fondo: il basso livello di occupazione femminile e la forte presenza di lavoro sommerso e irregolare. In Italia il tasso di disoccupazione femminile e' superiore a quello maschile di ben 7 punti percentuali. Un divario enorme causato anche dallo scarso sviluppo in Italia del lavoro a tempo parziale.
Sono le donne le piu' atipiche Aumentano in Italia i lavoratori atipici. E per piu' della meta' si tratta di donne. Cosi' come sono per lo piu' donne a lavorare nel no-profit, nei campi dell'educazione, della formazione e dell'assistenza sociosanitaria. Laddove i settori tradizionali sono saturi, le donne si impegnano a ritagliarsi dei nuovi spazi.
Piu' istruite ma piu' disoccupate Le donne continuano a essere un passo indietro rispetto agli uomini nel mercato del lavoro. Ma i dati dicono anche che le donne sono piu' istruite degli uomini, che arrivano sul mercato del lavoro con piu' competenze, che ai concorsi pubblici, in cui i criteri di selezione sono piu' oggettivi, risultano in maggioranza vincitrici. Le donne, dunque, se da un lato spingono dall'esterno, a volte senza successo, per entrare nel mercato del lavoro, dall'altro tentano dall'interno di trasformare il sistema produttivo tradizionale.
La scalata sta cominciando Nonostante gli ostacoli, nuotando controcorrente, con la caparbieta' e la flessibilita' che sono loro congenite, le donne italiane stanno raggiungendo traguardi importanti. Donne con una marcia in piu'. La societa' le ostacola in ogni modo, con leggi che non le tutelano, con orari di lavoro che rendono arduo conciliare il ruolo di madre e lavoratrice, con una mentalita' maschilista che tende a penalizzarle nei posti di maggiore responsabilita'. Eppure oggi abbiamo donne magistrato, donne che si sono affermate nel campo dell'universita', della ricerca e dell'astronomia. Casi isolati, potrebbe obiettare qualcuno. Ma fino a ieri non c'erano neanche questi. |