L’amore non ha età, e l’amore non si insegna. Questi sono i presupposti di questo "racconto". Non ci sono regole da impartire, ma piccoli suggerimenti, piccoli percorsi per un viaggio che è unico.
Musil diceva: "Il linguaggio dell’amore è un linguaggio segreto e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso". Abbraccio come contatto, come bisogno, desiderio di comunicazione anche e soprattutto fisica. Perché l’amore come il sesso porta con sé la voglia di contatto, di toccare ed essere toccati.
Nel gioco dell’amore, ognuno di noi mantiene intatti nel tempo i desideri di sempre, perché il sesso è positivo e gratificante, perché dà gioia e aiuta a guardare avanti con ottimismo, perché è scambio di emozioni e pulsione liberatoria. Perché sorridendo… possiamo dire che fa bene alla salute e all’umore.
Il bello dell’amore nella terza età, è che lo si può vivere in maniera più serena, abbandonati i metodi contraccettivi, ci si può concedere al sesso in maniera più incosciente e più libera, senza doversi preoccupare delle "conseguenze". E poi, cosa dire del tempo ritrovato, quel tempo da dedicare a se stessi, delle case che si svuotano dei figli, della possibilità a volte trascurata di fare l’amore dovunque, a ogni ora. Perché non ci sono più gli impegni di lavoro, perché si è padroni di nuovi spazi che non si pensava di avere. La terza età per una coppia è sempre più spesso la riscoperta di una nuova emozionante vita sessuale.
Il nostro approccio al sesso è determinato dalla nostra esperienza di vita personale, da come nel corso della nostra vita abbiamo vissuto il rapporto con il nostro corpo, con la nostra sessualità, con le fisicità altrui. E’ naturale pensare che i complessi che ci hanno accompagnato per il corso della vita ci seguano anche con l’avanzare degli anni. E’ anche vero che ogni età porta con sé dei cambiamenti, cambiamenti che necessitano di tempo per essere metabolizzati, cambiamenti che spiazzano e alle volte spaventano, cambiamenti che spesso bloccano. Quando da soli non riusciamo a superare questi cambiamenti, quando abbiamo, paure, tabù e difficoltà, non bisogna avere vergogna, molto spesso parlare dei propri problemi, è già un passo per risolverli. Rivolgetevi senza timore a un ginecologo, un andrologo o uno psicologo. Chiedere aiuto è il primo passo, e spesso apre nuove prospettive.
Non sempre è facile accettare il corpo che cambia, succede per gli uomini e per le donne. Non è facile convivere con le rughe, la muscolatura che si fa meno tonica, il corpo che si trasforma lentamente. Ma è anche vero che il nostro corpo racconta la nostra storia. Così se amando, amiamo anche i difetti dell’altro, dovremmo cominciare a pensare che anche l’altro ami i nostri difetti, e che nei solchi lasciati dal tempo sulla pelle non veda un difetto ma la nostra storia, il nostro io. La proiezione che noi abbiamo di noi stessi è anche quello che vedono gli altri. E’ vero che se ci amiamo, anche il mondo ci vedrà in maniera diversa, più positiva. L’immagine che diamo di noi stessi è importante a 20 come a 60 anni. E allora, proprio a una certa età, è importante curarsi, volersi ancora bene, magari andare in palestra, avere ancora voglia di piacere e piacersi.
Che dire poi di tutta l’esperienza maturata nel corso degli anni della conoscenza che si ha del corpo di un uomo o di una donna, di come si procura piacere al partner e delle cose che più ci piacciono.
Bisogna ricordare che il sesso è la più intima espressione di una relazione, che è lo sfociare del desiderio e della fantasia. Per vivere bene il sesso bisogna abbandonarsi alla fantasia, abbandonare le inibizioni e le vergogne e anche un po’ affidarsi al compagno del momento o all’istinto.
Accarezzarsi, toccarsi, sussurrarsi anche provocazioni all’orecchio, come a ogni età, la sessualità comincia con il gioco della seduzione, uno sguardo, un sorriso. Quella particolare intesa che apre la via ai preliminari, momento in cui non bisogna aver fretta, ma godersi il proprio piacere e quello che si dà al proprio partner. Parlare dei propri desideri e delle proprie aspettative e essere attenti ai bisogni dell’altro. La ricetta insomma, è la stessa che a tutte le età. Non ci sono formule magiche se non quella di accettarsi senza farsi troppi problemi, e quella fondamentale di rispondere ai propri impulsi e considerare il desiderio sessuale come il più naturale degli istinti anche se per cultura, educazione, religione si è spesso portati a pensare il contrario.
Si può quindi avere un orgasmo anche a dopo i 70 anni. Nella donna ad esempio il clitoride al contrario di quello che si possa pensare non perde sensibilità, alle volte le pareti vaginali possono essere meno elastiche e questo, accompagnato a casi di ridotta lubrificazione può creare dei problemi. Ma non bisogna aver paura di trovare una soluzione, si possono utilizzare dei lubrificanti e fingere che sia un gioco, un po’ come la panna, le fragole, e tanti altri piccoli giochi erotici che accomunano tutti, giovani e non. Nell’uomo alcune cose cambiano, se il pene ha meno vigore, e reagisce meno agli stimoli visivi, è però più sensibile allo stimolo tattile, un modo per giocare un po’ di più insieme. E se il tempo di reazione tra un orgasmo e l’altro può arrivare anche a 24 ore non abbiate paura, sfruttate i momenti di intimità, costruite una giornata come preludio di questo magnifico incontro, fate della complicità e del desiderio dell’attesa la forza del vostro legame.
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