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21 Novembre 2008 - Cristo re
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Tecnologia
a cura di Intrage
Il digitale terrestre: così cambia la tv degli italiani

Cara, vecchia tv, addio. La televisione che ci ha fatto compagnia  per oltre mezzo secolo sarà completamente sostituita, entro il 2012, dal digitale terrestre, una tecnologia che, grazie ad un decoder, dispositivo elettronico in grado di ricevere il segnale digitale proveniente dall’antenna, ci permetterà di vedere un maggior numero di canali con la stessa quantità di frequenze e di usufruire di una varietà di servizi di facile accesso: informazione, rapporto più diretto con gli enti pubblici e transazioni commerciali. Il piccolo schermo del futuro sarà quindi uno strumento interattivo, meno generalista e sempre più tematico, e con un ampliamento qualitativo dei programmi.    

 

E’ quanto previsto dalla riforma della televisione italiana nel disegno di legge del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, testo provvisorio e soggetto a ulteriori modifiche fino al momento della presentazione in Parlamento. L’obiettivo è aprire il mercato della pubblicità e delle frequenze attraverso i seguenti passaggi:

 

- abrogazione di due cardini della legge Gasparri: il Sic (Sistema di comunicazione integrato) che diluiva i termini di accaparramento della pubblicità, e la privatizzazione della Rai, cui sarà dedicata una legge ad hoc sulle nuove linee da seguire;

- tutte le emittenti non potranno possedere più del 45% del mercato. Chi sfora dovrà diminuire la quota di pubblicità trasmessa in un’ora di programmazione, dall’attuale 18%  per le tv commerciali (12% per la Rai) al 16%;

 

- entro 15 mesi dalla pubblicazione della legge sulla gazzetta Ufficiale, una rete Rai e una Mediaset andranno sul digitale terrestre;

 

- le frequenze liberate dal passaggio alla nuova tecnologia, circa 12.000, potranno essere acquistate da nuovi editori: quelle acquistate  in base alla prima legge sul digitale terrestre 66/2001, saranno vendute dai proprietari con criteri stabiliti dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, quelle usate di fatto da prima saranno restituite allo Stato che le metterà all’asta;

 

- per quanto riguarda le quote di un’azienda, diventerà obbligatoria la separazione societaria tra i fornitori di contenuti e gli operatori di rete. Nessun editore, inoltre, potrà superare il 20% della capacità di trasmissione totale, cioè tra i 10 e i 12 canali nazionali. Il disegno di legge prevede anche un regolamento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i servizi tv via Internet;

 

- l’Auditel, l’organismo a cui è affidata la rilevazione dei dati di ascolto televisivo, sarà indipendente dalle televisioni, ma gli editori potranno essere soci.

 

Ricordiamo che un decreto del Ministero delle comunicazioni del 3 agosto 2007 prevede per i cittadini che aquistano nel 2007 un televisore digitale, una detrazione Irpef di 200 euro sulla dichiarazione dei redditi del 2008.

 

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