Maggio 2006 - "Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni". È questo il primo principio fondante della Carta dei Valori, il documento unitario che ribadisce la natura costitutiva e la specifica identità del volontariato.
La Carta, proposta da Fivol - Fondazione italiana per il volontariato - e dal Gruppo Abele e integrata dal lavoro di numerose organizzazioni, singoli volontari, studiosi, si propone di ribadire la specificità dell'esperienza del volontariato rispetto al multiforme mondo del Terzo Settore che comprende cooperative sociali, ong, associazioni.
Il dato forte che emerge dalla lettura del documento è quello relativo alla gratuità dell'opera prestata, che rende il volontariato una realtà originale rispetto alle altre componenti del non profit e alle altre forme di impegno civile. Gratuità, nelle parole dei promotori della Carta, significa "assenza di guadagno economico, ma anche assenza di rendita di posizione, libertà da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti ed indiretti. E' testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell'utilitarismo economico e dell'assolutizzazione del profitto".
La Carta dei valori sottolinea, inoltre, il ruolo del volontariato quale "soggetto politico", un ruolo di stimolo alle politiche sociali e alle istituzioni alle quali, però, questa straordinaria esperienza non deve e non può sostituirsi. Quello con l'amministrazione pubblica deve essere, piuttosto, un rapporto di produttiva collaborazione affinché nella società siano sempre più radicati i valori della solidarietà, della tolleranza, della pace.
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