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Volontariato
a cura di Intrage
Volontariato: i numeri e le attività più diffuse

Maggio 2006 - Il mondo del volontariato è diffuso in svariati settori di attività e offre un aiuto e un’opportunità a molte persone. Dagli ultimi dati disponibili, rilevati dall’Istituto nazionale di statistica e analizzati dal Rapporto biennale sul volontariato in Italia, risulta che la sanità (28,0%) e l’assistenza sociale (27,8%) sono i campi nei quali opera il maggior numero di organizzazioni attive nel settore.

 

Tra il 1995 e il 2003 c’è stato un aumento nei settori della ricreazione e cultura, protezione civile e protezione dell’ambiente. È costante il peso relativo delle organizzazioni attive nell’istruzione, nella tutela e protezione dei diritti e nelle attività sportive.

 

I servizi offerti
Tra i servizi offerti i più diffusi quelli relativi all’ascolto, sostegno e assistenza morale e alla donazione di sangue (offerti, rispettivamente, dal 19,9% e dal 17,4% delle organizzazioni).

 

Seguono i servizi ricreativi e di intrattenimento (14,5%), l’accompagnamento e inserimento sociale (13,0%), la realizzazione di corsi tematici (12,9%), l’organizzazione di spettacoli di intrattenimento (12,6%), le campagne di informazione e sensibilizzazione (11,8%), l’assistenza domiciliare (11,8%), il trasporto anziani e disabili (11,4%), le esercitazioni di protezione civile (11,3%) e le prestazioni di soccorso e trasporto malati (10,7%).

 

Chi si rivolge alle associazioni di volontariato
Nel 2003 tra le categorie di utenti che si sono rivolti alle varie associazioni di volontariato ci sono quelle dei malati e traumatizzati (51,6%), degli utenti senza specifici disagi (9,9%), degli anziani autosufficienti (9,4%), dei minori (7,7%), degli immigrati (4,3%), dei portatori di handicap (2,8%), degli individui in difficoltà economica (2,5%), dei familiari di persone con disagio (2,4%), degli anziani non autosufficienti (2,2%) e dei senza tetto (1,1%).

 

La situazione economica
Il totale delle entrate delle organizzazioni di volontariato passa da 675 milioni di euro del 1997 a 1.630 milioni di euro del 2003. Analogamente, l’importo medio delle entrate per organizzazione aumenta da 58 mila euro nel 1997 a 77 mila euro nel 2003.

Nonostante queste variazioni, si conferma che la distribuzione delle entrate è ancora sbilanciata verso le piccole dimensioni. Le entrate sono concentrate tra le organizzazioni presenti nelle regioni centrali (soprattutto in Toscana), che costituiscono meno di un quinto dell’intera popolazione, ma dispongono di quasi un terzo delle entrate complessive.

 

Infine, rispetto a quanto osservato nelle rilevazioni precedenti si accentua il ricorso delle organizzazioni di volontariato al finanziamento, sia esclusivo sia prevalente, di fonte privata rispetto a quello pubblico. Nel 2003 il 29,8% delle unità si finanzia esclusivamente con entrate di fonte privata (24,9%% nel 1997), il 35,1% con risorse di origine prevalentemente privata (33,7% nel 1997), il 29,9% con entrate prevalentemente pubbliche (35,8% nel 1997) ed il 5,2% con risorse esclusivamente pubbliche (5,7% nel 1997).

 

Fonti (Istat e Rapporto biennale sul volontariato)

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