Nel Simposio
di Platone si racconta l’amore
attraverso il mito delle metà.
Si parla di un tempo in cui gli uomini
erano perfetti, non avevano bisogno
di nulla e non c’era distinzione
tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso
di questa perfezione, li tagliò in
due. È da quel momento che
ognuno di noi è alla ricerca
della propria metà, per tornare
all'antica perfezione.
Ogni giorno la voglia di conoscersi
e di conoscere gli altri determina
una miriade di incontri. Uno dei
cliché più ricorrenti
sull’amore – se son rose,
fioriranno – ci suggerisce
che la conquista della perfezione,
forse, è merito del caso.
Ma alla potenza dell’eros non
si sfugge.
L’intesa che nasce in un attimo,
può trasformarsi in una relazione
duratura, fatta d’intimità,
sesso e stabilità. Ci si conosce,
magari chiacchierando al bar sotto
casa, poi si scoprono i punti in
comune e, perché no, si trova
anche l’amore. Il confidente
si trasforma nel compagno di tutti
i giorni, la spalla necessaria per
affrontare la quotidianità.
Il benessere dovuto ad una relazione
serena si consolida quindi nell’intimità,
attraverso il sesso. E l’unione è completa
trovando espressione, tutti i giorni,
nei gesti più naturali.
Il mito greco ha spiegato la ricerca
dell’antica perfezione, ma non
si è mai soffermato sul tanto
discusso colpo di fulmine. Quand’è infatti
che possiamo dirci "arrivati",
approdati sull’isola felice,
sazi d’amore a contatto con la
nostra metà? I cinici rispondono
con un categorico "mai!";
altri suggeriscono che l’amore
arriva solo dopo una prima fase di
conoscenza.
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